Bergamo, 26 gennaio 2009. Niente grattacieli nè portoni di cristallo, la monumentale magnificenza dell’isola di Manhattan quest’anno ha lasciato il posto alla schietta semplicità di Premerlino; situata pochi chilometri a nord di Bergamo, la piccola località orobica annovera fieramente tra i suoi cittadini colui che, all’alba del 2009, si è permesso di scalzare Luca Ventimiglia (o, meglio, Luca Ventiqualcosa, come viene scherzosamente definito ora dal volubile mondo della comunicazione) dal glorioso trono di Uomo dell’Anno.
La villa di Ennio Cinchiale, ovvero l’inossidabile Oreste Starnazza, l’ottuagenario più bizzoso, polemico, irascibile e arguto che il Bel Paese offre al mondo intero insignito dalla gloriosa rivista Time del titolo di Man Of The Year 2009, mi si para dinnanzi in tutta la sua rustica semplicità dopo lunga e personalissima battaglia con il navigatore GPS; varco i cancelli del piccolo podere che la circonda e parcheggio il mio umile veicolo tra una gigantesca Jeep Cherokee e un monumentale trattore agricolo: a fare gli onori di casa, lo scodinzolante Gigi, celebre setter del nostro Uomo.
Il pane di segale (la mitologica brazzadella) e il salamino affettato che la signora Franca ha predisposto per allietare la mia febbrile attesa esalano aromi di sincera qualità, la qual cosa sembra attrarre l’attenzione del Gigi e, certamente, attenua la tensione di chi scrive: Oreste è in procinto di presentarsi all’appuntamento per la rituale intervista che la nostra testata ha l’onore di pubblicare da queste colonne.
Preceduto da una nuvola di fumo, Oreste Starnazza avanza a passo spedito nel gradevole soggiorno dove lo sto aspettando e, dopo avermi squadrato da capo a piedi con fiera determinazione, mi porge la sua gigantesca mano destra urlando “Allora, giovanotto, siamo pronti? Guardi che non c’ho mica tempo da perdere eh?”. Capisco ora che non stava urlando e che quello è semplicemente il normale livello di decibel con cui il Nostro si esprime, ciò non di meno, lievemente intimorito, flebilmente rispondo “Certo sig. Starnazza, cominciamo subito.”
Sig. Starnazza o sig. Cinghiale? Ennio, la prego. Come sicuramente lei saprà non intendo diventare il bersaglio del Google. Quindi per quanto posso usiamo il mio - ridacchia e tossisce fumo - nome da battaglia.
Ennio, della sua carriera lavorativa si conosce oramai tutto: la fabbrica di tondini, il suo talento per la finanza, la sua celebre operosità che l’ha catapultata in quarant’anni di duro lavoro nell’Olimpo dell’imprenditoria italiana. Ma, ciò che stupisce, è l’attenzione che i media internazionali le riservano da quando ha deciso di esporre il suo lato privato attraverso Internet. Come lo spiega? Orco boia, questa cosa qui mi manda in bestia. Uno si fa, e scusi il termine, il culo a quadretti per 40 anni e poi la gente lo usma (‘annusa’ in idioma locale, n.d.r.) solo quando gioca con l’Internet. Ma se questo permette alla Starnazza & Figlio di vendere più tondini - spalanca un sorriso di un metro quadro - orco cane, mi va bene così!
Come e quando ha deciso di cominciare a utilizzare… l’Internet? Ho iniziato nel 2001 perchè il mio amico Ferruccio Frangipane di Almenno San Bartolomeo pensava che tutta la mia saggezza contadina andrebbe condivisa. E così mi ha suggerito di scrivere le mie opinioni sul Duyu, poi l’Oscar mi ha insegnato a farlo visto che lui ha studiato mica come me che ho solo lavorato. A un certo punto mi sono rotto le balle e ho ripreso a dedicarmi ai tondini. Infine, da quando sono in pensione, non è che possa piantare pomodori tutto il giorno, diobono: allora ho aperto un Blob e mi ci diverto su a scrivere opinioni e a incazzarmi un po’.
Infatti le sue sfuriate sono celebri, sin dai tempi di dooyoo. Sembra che lei ce l’abbia in particolare con i governi e la politica in generale. Ci sveli il suo pensiero… Giovanotto, non mi parli della politica. Uno prova a lavorare e a migliorare il suo Paese e… PAM i comunisti si mettono sempre di mezzo! Ci hanno massacrato di tasse e poi fanno le coop che non le pagano. E poi quelle tasse dove vanno? A Roma e se le spartiscono per i loro porci comodi. No no, gli italiani sono meglio dell’Italia. Almeno noialtri gente operosa del Nord.
Mi perdoni se la contraddico, Ennio, ma mi risulta che dal dopoguerra si siano alternate diverse compagini politiche al governo… la DC, i Socialisti, Prodi, Berlusconi, la Lega. Tutti comunisti? Tutti comunisti. Beh, no. Berlusconi e la Lega no ma non hanno combinato niente perchè i comunisti avevano le regioni. Ma gli altri sì, tutti comunisti. Rossi travestiti. Specialmente i verdi.
Andiamo oltre i torbidi meandri della politica. Cosa pensa dei giovani d’oggi, lei uomo di altri tempi? Le confido un segreto: io l’Oscar, il mio figliolo, lo prendo sempre di mira perchè rispetto al suo vecchio ha molta meno voglia di lavorare ma in fondo lo capisco; alla fine della fiera si è trovato con un mare di euri e una bella fabbrichetta da gestire. Diciamo che si gode un po’ di quella vita che io non ho potuto godermi. Ecco i giovani d’oggi sono così: hanno ereditato un paese grasso e ricco (nonostante i comunisti) e quindi hanno meno voglia di lavorare, come dico io sono “smidollati”. E allora si inventano tutte quelle balle per dare un senso alla loro vita: e la pace nel mondo, e l’ecologia e i diritti delle donne che non ci sarebbero e lo slow food e la solidarietà. Tutta roba che vive nella loro testa, perchè orco boia mica devono sputare lacrime e sangue per sfamare una moglie e un figlio! E allora si dedicano ai problemi dell’Africa perchè qui, loro, vanno in giro in BMW.
Come si dice, lei non crede al politically correctness. Le piace mangiare bene? Non so cosa sia la politicallicorrectnes, ma la buona cucina e il buon vino, diobono, sono l’unica concessione che ho fatto ad una vita di sacrifizi. Oddio anche i sigari. E, non lo dica alla Franca, anche qualche bella donna. Ma il fagiano arrosto della Franca, quella sì che è una gioia della vita: io e il Gigi andiamo a caccia all’alba, prendiamo qualche fagiano e la Franca li trasforma in un’opera d’arte che io innaffio di Amarone della Valpolicella. Un pisolo di mezz’ora e via di nuovo in fabbrica… cribbio come mi mancano i bei tempi.
Posso chiederle cosa si aspetta dal 2009? Questa inaspettata celebrità la spaventa? Giovanotto a me spaventano solo due cose: l’Unione Sovietica (e, fortunatamente ce la siamo levata dalle balle) e che un giorno i tondini di ferro non servano più. Ma finchè c’è il cemento armato, siamo a cavallo – mi strizza vistosamente l’occhio ceruleo – Quindi sta storia della celebrità non mi fa ne caldo ne freddo: che vengano che vengano tutti quelli come lei, con rispetto parlando, e io gli dirò tutto quello che penso. Vedrà se non se ne andranno più che soddisfatti, Oreste Starnazza non ha mai deluso nessuno. E ora, bando alle ciance e andiamo a mangiare che la Franca sennò sbotta. Venga venga… la vigorosa manona mi stritola un bicipite e mi trascina nel gigantesco tinello dove fuma una monumentale polenta a fianco della quale fa bella mostra di sè uno scarlatto ragù, presumo di fagiano, il cui aroma ipnotizza anche uno smidollato giovanotto come chi scrive. Due bottiglie di Amarone fanno capolino sull’uscio del tinello in compagnia della Signora Franca che, con il dolce sorriso di una mamma, mi fa cenno di accomodarmi al mio posto in tavola; Gigi scodinzola felice e odo l’inconfondibile rumore dell’Ape Quattro che sta portando l’Oscar ad unirsi alla grande famiglia. E ora capisco cosa intendeva Ennio Cinghiale: nessuno è mai uscito deluso da questa casa…
Dàlmine!
Ah, Signor Cinghiale, che invidia!!
La sua tempra, la sua voglia di fare!!!
Ma dia un consiglio a un povero smidollato come me che, per pagarsi da vivere, deve fare tutti i giorni presentazioni in powerpoint (si faccia spiegare dall’Oscar che roba brutta che l’e`!!)
Kotekino, ci devi sempre un’intervista al malvagio Botty. Sappilo.
Lo so, lo so: perdonami Paolo, prometto di intervistarti quanto prima.
Ehi! Io non sono malvagio! I cavalli sono malvagi!!
Kotekino, fai pure con calma… Molta calma… ;-)
Signor Cinghiale, la ringrazio del consiglio! Le prometto che ci pensero`… E` che abbandonare la riviera a favore del bergamasco mi spaventa un pochino…
E’ anche giusto che, dopo la bolla speculativa, la new economy e il rampantismo asiatico rappresentati dal bieco Ventimiglia, si riscoprano i sani valori che hanno fatto l’Italia: razzismo, fascismo e cultura contadina. Un saluto e un’acclamazione per il Cav. Cinghiale.
Che uomo!
[...] Posted by Ennio Cinghiale under Ennio Cinghiale Oggi sono stato premiato come Uomo dell’Anno. Franca, stasera si festeggia: brasato di cinghiale e stappiamo quel Barbaresco che ci ha regalato [...]
…in che modo io rappresento il rampantismo asiatico, giusto per curiosità? :)
Direi che tu sei più la bolla speculativa. Il resto è conseguenza: rappresenti una parte del Male quindi sei il Male.
p.s. devi restituire il trofeo che ti ho fatto avere (le costine) e consegnarle a Cinghiale.
Non mancherò di andare in gita in Padania a consegnare le costine, che fanno tuttora bella mostra nella mia bacheca.
(forse lo è già stata, ma la parola buffa del giorno è “bacheca”. E un rimprovero collettivo perché non si usa abbastanza la parola buffa dell’anno! CHIURLI che non siete altro!)
Hai ragione Male: non mi sentirò mai abbastanza chiurlo per aver disatteso un auspicio che io stesso espressi…
xx: in realtà nulla -a parte un tenue aggancio all’interesse per manga e anime- è che mi faceva ridere quest’espressione :)
Ennio: parole sante! Ce ne fossero ancora Uomini del genere.
Ci vorrebbe un uomo forte!