
A caval donato non si guarda in bocca
Questo adagio insegna a temere i doni equini (Omero docet): chiaramente chi tenterà di guardare nella bocca del cavallo, si vedrà la mano mozzata dalle zanne del malvagio animale.
A cavalier novizio, cavallo senza vizio
Un domatore di cavalli alle prime armi è bene che non si cimenti con esemplari dediti a pratiche di malvagità estrema.
A cavallo giovane, cavaliere vecchio
Ai cavalli in tenera età piace sgranocchiare la carne umana più frolla.
A cavallo mangiator, capestro corto
Affinché il malvagio divoratore di uomini muoia più in fretta.
Anche quel che cadde da cavallo disse che voleva scendere
Invece era stato il cavallo a cercare di ucciderlo, ma egli aveva troppo timore di rappresaglie per rivelarlo.

Après bon vin, bon cheval
Questo detto francese invita a consumare carne di cavallo dopo ogni sorso di buon vino.
Aux chevaux maigres, va la mouche
I cavalli magri sono quelli che si vedono costretti a cibarsi di mosche, anziché dei più succulenti esseri umani.
Biada alla sera e gamba alla mattina
A ogni cavallo piace divorare una gamba umana appena sveglio.
Campa cavallo che l’erba cresce
Vorresti cibarti di carne umana, ma non l’avrai!
Caval che corre, sepoltura aperta
Sta venendo di corsa a ucciderti!

Caval che ha fame mangia d’ogni strame
Un cavallo può divorare qualunque cosa si presenti nel suo campo visivo.
Cavallo arzeglio, stanne lontano che sarà meglio
Altrimenti ne sarai divorato.
Cavallo che mangia, paga
Perché dopo i suoi orrendi crimini sarà mangiato a sua volta.
Cavallo che si duole, il maniscalco vuole
Divorare un buon maniscalco dalla carne succosa è un toccasana per il cavallo sofferente.
Cavallo non fa cavaliere
Lo mangia e basta.

Cheval blanc, bon pour le père et les enfants
I cavalli bianchi hanno la carne più tenera, e possono essere facilmente consumati da adulti e bambini.
Chi addottrina i puledri in dentatura, tener li vuole fino a che ella dura
Dopodiché lo stolto ne sarà divorato.
Chi corre in posta scherza colla morte
Perché ad attenderlo ci saranno molti cavalli assassini.
Chi ha buon cavallo è bene armato
Se si riesce ad allearsi con una di queste malvage creature, si avrà dalla propria parte un’arma micidiale.
Chi striglia la propria cavalla non è un mozzo di stalla
Perché lo stalliere sa che se si avvicina alla cavalla ne sarà divorato.

Dodici galline e un gallo mangian quanto un cavallo
Il cavallo è vorace.
Il caval che dura la pena mangiar deve l’avena
In questo modo dimostrerà la sua resistenza alla tentazione di mangiare invece carne umana.
Il caval che ha meritata l’avena poca ne ottiene
Anche tra i cavalli c’è ingiustizia: ai meno meritevoli tocca sempre grande abbondanza di gustosa carne umana.
La cavalla che non ha mangiato erba non può saper di che sappia
Dovrebbe smetterla di ingozzarsi di esseri umani, e pensare un po’ alla linea.
Lavoro da cavallo e cibo da canarino mal si convengono
Il cavallo è veramente vorace.

L’occhio del padrone ingrassa il cavallo
Ai cavalli piace molto risucchiare e masticare gli occhi dei padroni, anche se non fa bene alla loro dieta.
Meglio un asino che mi porti, che un cavallo che mi getti
La malvagità equina non scorre così potente nei mezzosangue.
Morso di stallone non fa male alla cavalla
I cavalli non si mangiano fra loro, mangiano solo gli esseri umani.
Niente piede, niente cavallo
Per ottenere l’aiuto di un cavallo è necessario dargli in pasto il proprio piede.
Quando la greppia è vuota i cavalli scalciano
Il cavallo è incredibilmente vorace e prepotente.
Quel che si risparmia in fieno va poi nella frusta
I cavalli amano frustare chi non li sfama adeguatamente.

Meglio cavallo fatto che puledro matto:
la carne del cavallo da corsa dopato è organoletticamente superiore a quella del puledro (gli anabolizzanti infatti, conferiscono un sapore speziato e le anfetamine una dolcezza caratteristica).
Massì, mi avete fatto ridere! Mi permetto solo di correggere:
Cavallo che mangia, paga
Perché dopo i suoi orrendi crimini sarà mangiato a sua volta.
No! Perché si reca ad ottimi ristoranti di carne umana, che però mica viene regalata. Nonnò.
Un cavallo può anche rifiutarsi di pagare nei ristoranti di carne umana, minacciando di divorare tutto lo staff come dessert. Sarebbe come dici tu se a servire ai tavoli ci fossero altri cavalli. Ma non è possibile, perché non hanno il pollice opponibile e non possono tenere in mano la bic per prendere le ordinazioni.
complimenti Kuma per l’ampia rassegna sulla malvagità equina. un po’ meno complimenti per le tag scelte
ho apprezzato molto “a cavallo giovane, cavalier vecchio” e “Après bon vin, bon cheval”. detto ciò, penso proprio che oggi in pausa pranzo andrò in trattoria a mangiarmi una bistecca di cavallo…
Però io stigmatizzo questa focalizzazione sui cavalli. Cioè, intendiamoci, i cavalli sono malvagi, antropofagi e diabolicamente astuti, quindi non si mette mai abbastanza la gente all’erta, ma non sono mica gli unici!
Ad esempio, parliamo delle acciughe. Avete mai fissato un’acciuga negli occhi? Se non l’avete fatto non potete sapere gli abissi di depravazione che lì si scorgono. Ora mi fermo perché sono turbato, ma, per l’amor di Dio, in pizzeria prendete la napoletana. Fatelo per il bene non solo dell’umanità, ma della galassia intiera.
xx: le acciughe sono emissari di Cthulhu… dobbiamo cibarcene instancabilmente. Specialmente crude marinate in olio, limone e prezzemolo.
le vespe e i calabroni sono malvagerrimi… e inoltre non li si può neanche mangiare. che smacco!
M2: inoltre la mistura di olio e limone rende innocue le Acciughe Mannare, che ogni tanto compaiono sulle nostre tavole e che possono attaccare anche dopo essere state fritte.
Golosino: l’Ape Maia ci ha insegnato questo, ma è una leggenda. Le vespe sono animaletti miti e gentili, dèditi all’insegnamento dell’abbecedario a tutti gli altri insetti. I calabroni invece no, alcuni sono buoni, altri sono cattivi. Si può mica generalizzare.
i cavalli sono malvagi.
le vespe sono malvage.
i calabroni anche.
i bombi sono buoni ma un po’ tonti, infatti sbattono sempre contro le persone mentre sono in volo.
generalizziamo, perdinci!
Le vespe sono malvage, soprattutto quella che mi punse nel retro del ginocchio. I calabroni sono malvagi, soprattutto quello che mi punse nello spazio tra indice e medio della mano destra.
Le api sono malvage, soprattutto tutte.
Dimenticavo, i bombi vanno odiati, perché sono padri di future malvage api.
8 xx: per evitare questo occorre decapitarle preventivamente. Purtroppo sono animali ignobili e si mimetizzano anche tra le triglie. I famosi attacchi omicidi da parte di triglie fritte non sono altro che aggressioni di acciughe mannare.
10 serir: malvage o meno, le api fanno il miele e quindi vanno protette dall’estinzione, period.
m2: no, faremo miele chimico in laboratorio e stermineremo le api.
nooooooooooooooooooo
io amo le apiiiiiiiiiiiiiiiiii
e adesso si stanno pure estinguendo
FUORI IL COLPEVOLE!!
Serir, pensi che un giorno la scienza umana riuscirà a produrre miele al gusto di Nutella? O dovremo rimanere per sempre una specie inferiore nell’universo?
Guarda che esiste già il miele al gusto di nutella, si chiama “Nutella”. Credevi mica che fosse prodotta con cacao e nocciole?!?
giammai potrei fare a meno del miele di zagara prodotto da sì laboriosi insetti, che oltretutto, insieme a vespe e tafani e pungenti affini, infastidiscono i cavalli, prestando sì nobile opera a vantaggio dell’umanità.
forse un giorno l’umanità sarà così avanti dal riuscire a produrre la Nutella al gusto Bistecca di cavallo…
ma, pensandoci, forse è meglio la Confettura al Cavallo, con dentro i pezzettoni…
golosino ma che schifoooo! che immagine disgustosa…
Io voglio miele al gusto di Nutella con l’aspetto del miele! Non cacca di scimmia al gusto di cacao e nocciole con l’aspetto di cacca di scimmia, quello sono capaci tutti!
Golosino: quella sì che sarebbe una leccornìa. La parola buffa del giorno è leccornìa.
Kuma: ma è facile, basta metterci un po’ di chiarificatore A114. Lo puoi fare anche tu in casa, la ricetta la si trova sul Calendario di Frate Indovino: si ottiene combinando benzina, bagnoschiuma Neutro Roberts e pelo di un gatto chiamato Malachìa.
il calendario di frate indovino è spassosissimo!
vedo prevedo e stravedo!
http://www.frateindovino.eu/Images/Almanacco/mag08.jpg
argh! frate indovino ha fatto sparire il mio commento sul suo almanacco!
il calendario di frate indovino è uno spasso!
vedo prevedo stravedo!!
scricatelo tutti qui: http://www.frateindovino.eu/Images/Almanacco/mag08.jpg
ho provato a ripostarlo, mi sa che sono andati in moderazione :p
)
uffa, beh, nel caso sceglietene SOLO uno dei due
No, era stato dichiarato direttamente spam!
Ora lo resuscito.
Il proverbio del giorno è “Dove son molti – ci son anche gli stolti”. Da queste parti siamo in abbastanza per avere almeno uno stolto? Sarebbe bello…potremmo pavoneggiarci con gli altri blog!
Riemergo dall’abisso: vi lascio soli per qualche giorno e cosa mi ritrovo? i maialini più dadaisti della loro pur breve storia.
Come direbbe Luca, mi avete fatto ridere.
Ritorno nell’abisso. Se ri-inabissandomi incontrassi acciughe le sterminerò.
ma Botty è in Svezia?
xx 28: ci sono io che ho vinto il tordo d’argento, penso valga qualcosa se vuoi bullarti.
No, no… Sono a casa, ma sono nella bratta fino agli occhi…
Me ne dolgo assai, perche` il post sulla cultura popolare meriterebbe ben altra attenzione, ma per il momento va (la si fa andare) bene cosi`…
Ugh… era sparito il mio gravatar… Si puo` sbagliare a ’sto modo (da libero.it a email.it) il proprio indirizzo di posta??
Sono bruciato…
xx ma adesso ci sono 2 commenti pressoché uguali!
scegline uno, non fare l’esoso!
Uff. E’ proprio vero il 21 maggio:
Nel pollaio non c’è pace – se canta la gallina e il gallo tace.
dici a me?! hey!
ALLORA SCIOPERO!
SCIOPERO! SCIOPERO!
Pfui. Proprio vero il 30 maggio:
Donna pregata nega – ma trascurata prega.
e comunque ricordiamoci che lo sciopero è opera del demonio, giacché (18 maggio):
L’onesto guadagno – è frutto dell’onesto lavoro.
(mi fa impazzire il trattino!)
PRLLLLLLL
(pernacchia demoniaca e scioperante)
proverbio del 30 maggio:
la vastità della saggezza di frate Indovino mi lascia senza parole… (e chissà a quanta esperienza personale avrà attinto!)
che è quella swastika?
Credo che wordpress abbia implementato la versione sfigata del mio generatore di avatar casuali. I mostrilli però battono i quadratini sette a uno.
Emmequa’: fatti un account wordpress e mettici un avatar degno di te!
swastika
Ecco perche` adoro stare in mezzo a voi…
Si`, comunque… i mostrilli stravincono!
cusa l’è la bratta?
la popò?
Popò oppure fango.
Golosello! Rimettiti l’avatar, diàmine!
La bratta, tecnicamente e` il fango (mi correggano se sbaglio gli altri genovesi).
Comunque, per estensione, passa ad indicare tutto cio` di sozzo e immondo in cui ci si puo` trovare immersi… Quindi e` accettabile anche popo`. Golosino ha vinto una fornitura per due settimane di gelato al pangolino! Felicitazioni!
XX e Botty: non sprecate tempo, è inutile tentare di insegnare la nobile Lingua Ligure, con quasi due milioni di parlanti sparsi nell’arco di tre nazioni, ai lombardi moderni che neanche sanno più quale sia il loro dialetto, visto che dalle loro parti le parlate più diffuse sono nell’ordine il filippino, l’arabo, il cinese, lo spagnolo peruviano, lo spagnolo ecuadoregno, l’albanese, il cingalese, il calabrese e il rumeno, con sparuti rigurgiti di idiomi spuri come il menego, l’insubre, il bauscia, il brianzolo, l’orobico, l’interlingua dei venditori di vacche, il metrogay e il cumenda.
Tre nazioni, perche` non vogliamo farla fuori dal bulacco e citare contando i continenti…
… il metrogay… ROTFL!
Azz, è vero, le nazioni allora sono quattro!
xx 41: ci penserò, ma per ora mi intriga questa swastika antioraria rivisitata in stile tartan scozzese optical.
Botty 42: chiedo venia, ma il mio sanscrito purtroppo è arrugginito; non sono certo di aver translitterato come si conveniva.
Kuma 46: ma non era metrosexual?
Beh, col sansrito neanch’io sono cosi` intimo… Il solo fatto che fosse stata una traslitterazione (giusta o sbagliata, francamente, non te lo so dire… forse e` con la ‘v’ e non ‘w’ ma non ci giurerei…) dal sanscrito, con citazione del simbolo originale, e non di quello nazista, mi ha commosso…
Capiamoci… Non era scarsa fiducia in te… E` che sono talmente abituato a vivere in mezzo a dei buzzurri che ogni tanto mi dimentico che (grazie al cielo) esiste anche gente cosi`…
M2: i metrosexual sono etero, non capirebbero nulla delle discussioni nei privé durante la settimana della moda.
Beh, no, i metrosessuali sono definiti come eterosessuali con comportamenti da omosessuali, tra cui appunto la totale comprensione delle discussioni nei privé durante la settimana della moda. Detto tra noi, secondo me un po’ ricchioni lo sono.
Donde metrogay e il cerchio si chiude!
Nei libri di Guenon ho sempre trovato come traslitterazione swastika.
Io userei del tutto arbitrariamente la traslitterazione “svastica” per indicare il simbolo nazista e “swastica” per il simbolo tradizionale, ben consapevole del fatto che sono sostanzialmente la stessa cosa e si pronunciano allo stesso modo. Ma giusto per dare un minimo di distinzione e tirarsela perché uso le lettere straniere. 1 po’ come i ggiovani che parlano kon gli sms.
Ok, passiamo allo strumento del demonio…
Secondo ‘pedia, la traslitterazione IAST (International Alphabet for Sanskrit Transliteration) del sanscrito स्वस्तिक e` svástika, ma a me pare di aver sempre usato swastika, come M2…
E io uso 2 lettere starniere contro una sola di Karlo… gne gne gne!!
Botty 55: e swastika sia
Kuma 51 e xx 52: mi fido delle vostre esperte parole. Sono solo un ingenuo e bonario ragazzotto di campagna (Joril confermerà) e questi argomenti preferisco evitarli.
M2: allora forse capisci l’interlingua dei venditori di vacche? E’ in realtà una lingua molto semplice nella struttura, con pochi vocaboli estranei al campo semantico della contrattazione delle vacche. Tutti i suoni sono sostanzialmente variazioni dei cinque muggiti base, nella lingua pura si usano come modello i muggiti della razza Aberdeen Angus, ma l’uso localistico varia e in Italia si parla un vacchese basato per lo più sulla Chianina, che ha un muggito più aperto e meno nasale.
Il vero problema è che nella lingua sono codificati sia i singoli numeri naturali, sia le combinazioni basate sulla qualità delle vacche, per cui non c’è un solo fonema per dire “Tre (vacche)”, bensì un fonema specifico per dire “Tre (vacche) giovani di buona salute”, un altro per dire “Tre (vacche) di cui una giovane e in buona salute e due passabili”, un altro ancora per dire “Tre (vacche) di cui una malaticcia, una in perfette condizioni e una da macellare assolutamente entro una settimana”, e così via.
Kuma: ne appresi i rudimenti, nella variante razza Modicana (autoctona dalle mie parti), anche per tradizione locale, poichè l’uso ci giunge dai mercanti arabi di cammelli. La Modicana è più o meno assimilabile alla variante Chianina, mi dicono gli esperti, ma con muggiti decisamente aperti. Me la cavo decisamente meglio col Lapino.
da questo momento mi impegnerò almeno per tre minuti per diffondere tra i ggiovani l’espressione “che svastica” per indicare qualcosa di particolarmente noioso o fastidioso.
bene, il mio impegno è terminato. spero di aver svolto un buon lavoro.
Pultroppo no, hai fallito anche questa volta.
Ma la prossima volta, sì che mi vedrà!
che svastica…