Sono stata in montagna. Faceva freddo. Tanto freddo.
Abbiamo bruciato legna. Tanta legna.

La sottoscritta, parzialmente addetta al fuoco (parzialmente perchè non avevo voglia di fare alcunchè. Inoltre c’era il prode Clem a fare lo scout), alla fine si è trovata a dover pulire il caminetto dalle ceneri.
Morale: a parte avere un retrogusto affumicato (naturale, mica come per i salmoni ai quali iniettano il gusto affumicato in sottocutanea, come mi ha spiegato un chimico industriale), avevo le caccole del naso nere.
Fastidioso, oserei dire.
Cantavano gli Skiantos: “Non ci devi fare caso alle caccole del naso”, e io non posso che assentire.
(ma c’è un caminetto in casa Agustoni?!? Non l’ho mai notato!)
Io ero a S.Anna!!!
Non riconosci il caminetto di casa mia?!
*Snap*
Ora capisco. Mi era sfuggito il particolare che non eri col resto dell’Allegra Brigata.
ma i caminetti non dovrebbero tirare?
Serir, tirano quando fuocano. Quando freddano e li devi pulire perchè chiudi casa, non tirano. Se poi un funesto genio del male mezz’ora prima di spegnere il fuoco ci fa bruciare tutte le riviste trovate in macchina, capirai che si crea una montagna di cenere.
ma i funesti geni non dovrebbero essere gettati nel fuoco prima che i camini freddino?
No, se prima o poi si imparenteranno con la mia famiglia.
(ciò non toglie che, come mi han recentemente ricordato, il fatto di cercare di infilare le dita di mio fratello nella presa quando eravamo piccoli, sia cosa buona e giusta)
capisco, tieni duro, passerà.
Pensa invece io sono stato al mare, faceva freddo lo stesso e avevamo anche noi il camino, ma non ho pulito nulla, cazzo me frega tanto è casa di mia zia!!!
Però ha piovuto la stessa quantità d’acqua che c’è nel mediterraneo e tutta sulla mia macchina mentre eravamo in fila sulla pontina (2h20′ per fare 90 km) con una fame boia, il salame in macchina e mia madre che impediva di avvicinarlo, perchè sennò poi quegli altri ci rimanevano male (i quali nel frattempo già inforchettavano la pasta, ma noi non lo sapevamo ancora…) buona pasqua
Pensa invece io sono stato al mare ad Alassio e c’era un tempo bellissimo, nonostante i telegiornali continuassero a bombardarci con “che tempo di merda che c’è a Pasqua” e infatti tutti gli albergatori erano incazzati come api perché c’era meno gente del solito, anche se c’era comunque tanta gente, tanto che nella mia corsa di domenica mattina ho bestemmiato non poco per riuscire a passare in alcuni tratti tra vecchiette e passeggini. Ecco, più che i passeggini, la cosa peggiore sono le vecchiette che camminano tenendosi a braccetto, che occupano tutto il marciapiede con una barriera di pellicce.
Odio le pellicce.
odio le vecchie, anche i vecchi, soprattutto in auto, ve l’ho mai detto? In caso contrario ne farò un succulento post.
col cappello o senza?
il vecchio non entra mai in macchina senza cappello, è un retaggio di quando si metteva il copricapo a cavallo, per proteggersi la nuca dalle schizzate di cacca che fuoriuscivano dall’ano della bestia del male.
Chicca: le pellicce non piacciono a nessuno, tranne che alle vecchiette che si tengono a braccetto. Dev’esserci un nesso che ora mi sfugge.
Serir: non ce l’hai ancora detto. Fanne un post, ti prego.
Ma se volete metri e metri di cazzo, basta chiedere
Metri e metri di salsiccia suina, non cazzo. Ma se vuoi provare…
Pasquale, ehhnnnò! Abbiamo visto, grazie a dei tedeschi che a colazione mangiavano pane e volpe (o pane e qualcos’altro, se proprio vogliamo sottilizzare), quel che ne consegue!
Eppoi non apprezziamo il cannibalismo, grazie.
KK: ma sai che in montagna comperiamo la salsiccia a metri. Ma per davééro, come dicono a Livorno.
Chicca: non ho capito la tua allusione ai tedeschi!
Inoltre, come tutti sanno, la salsiccia di Sant’Anna è la più buona del mondo!
Pasquale: ne consegue che metri e metri di cazzo sono come il dottorato.
Chicca cara, ti rammento che io sono un valtellinese prestato alla liguria: quindi ricordo con nostalgia gli acquisti di salsicce a metri… come direbbe Starnazza “cribbio, come mi mancano i vecchi tempi…”
XX, KK: ah, beh, ma la salsiccia di S.Anna è dell’appennino tosco emiliano! Ed è EFFETIVAMENTE la più buona del mondo.
XX: http://it.wikipedia.org/wiki/Armin_Meiwes
Aaaah…sì, quel signore, ora ricordo.
Tra parentesi, è proprio quello che dona alle salsicce santannesi quel sapore particolare, cosa credevi?