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sandalsRiporto il seguente articolo di Donatella Eramo tratto dal blog irisgreen.it

“Queste spiritosissime calzature sono state distribuite la scorsa estate a Londra dalla Krispy Kreme, una ditta che produce dolciumi, poichè secondo una loro indagine,la maggior parte delle persone che vivono in città, attribuisce i motivi del proprio stress alla mancanza di contatto con la natura.
La suola di queste infradito è coperta da più di 5000 fili d’erba, e se innaffiata regolarmente, può rimanere verde per oltre quattro mesi.
Chissà se le riproporranno quest’estate… Nell’attesa potete provare a realizzare a casa qualcosa di simile con delle vecchie infradito che non usate più. Tra qualche mese, saranno di moda sandali raso terra e infradito, non potete farvi trovare impreparate…”

Ora, non so voi, ma io sto per dare di stomaco. Che insulto al nobile mondo della scarpa!!!

E se deve essere plebiscito, apriamo dunque le votazioni!

Mi sembra giunta l’ora di ridare voce alle sempre divertenti statistiche di ricerca (grazie zio google).

Questa volta lo faccio in grande. Ecco a voi (tadaaaaa!) la classifica generale (top ten) da quando i maialini esistono:

1 ) auguri di natale spiritosi 3,633
2 ) auguri natalizi spiritosi 1,256
3 ) auguri spiritosi 814
4 ) auguri natale spiritosi 742
5 ) zenzero candito 478
6 ) auguri di buon anno spiritosi 474
7 ) auguri spiritosi di natale 443
8 ) barzellette di natale 435
9 ) maialini 379
10 ) auguri spiritosi natale 278

Beh, c’è poco da aggiungere. Sembra che la gente a natale voglia a tutti i costi risultare simpatica senza la fantasia per esserlo (escludiamo “zenzero candito” misteriosamente in quinta posizione e l’ovvio “maialini”).

Ecco a voi la classifica dell’ultimo trimestre (così dovremmo levarci dalle palle il natale):

1 ) zenzero candito 56
2 ) cacca di cavallo 39
3 ) domande bizzarre 37
4 ) nomignolo di missoni 35
5 ) parole buffe 31
6 ) missoni nomignolo 29
7 ) kurt schwitters 28
8 ) garmonbozia 25
9 ) il nomignolo di missoni 23
10 ) ganbatte kudasai 22

Il sempreverde ganbatte kudasai e la sempremarrone cacca di cavallo le capisco. Più ostica l’interpretazione del nomignolo di missoni e la garmonbozia.

Ed ecco a voi la mia top ten personale (vi invito a fare altrettanto):

1 ) pesci pneumatici  
2 ) kuma percussioni  
3 ) filmato donna che defeca  
4 ) ricchioni dal 1962  
5 ) scarpe cars ciu  
6 ) paletò  
7 ) leccarsi il pene da soli  
8 ) trilli porno  
9 ) collo scricchiola  
10 ) clitoride peloso  

A voi i commenti.

BIOTHERM - LAIT CORPOREL ANTI-DESSECHANTLatte per il corpo anti secchezza con estratti di agrumi

Una lozione corpo quotidiana che aiuta istantaneamente la pelle a ritrovare un aspetto liscio e satinato.
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Vantaggi: profumo, effetto freschezza e morbidezza

Svantaggi: …costo….

C’è nessuno?

fa ridere il nome

Per farvi rinvenire, letargiosi!!!!

Non vi traduco, tanto il succo si capisce no? (E poi Botty domina perfettamente l’idioma di Cervantes, quindi chiedete a lui)

Trattasi di una trasmissione pomeridiana basata sul prendere per il culo la gente, quindi meravigliosa. Purtroppo questa stupida abitudine di lavorare mi impedisce di seguirlo con costanza. Comunque, da quando l’ho visto non vedo l’ora che accada qualcosa per poter applaudire così.

La confessione

In effetti ho un certo senso di colpa, non dovevo infangare così l’immagine di un amico con un retroscena chiaramente inventato e costellato di colpi bassi. Il buon Botty non è il grande Boss mafioso che ho dipinto nella mia tanto vituperata intervista; ho artatamente falsificato le sue dichiarazioni al solo scopo di avere (sì, lo ammetto!)… fama, attenzione, danaro (e donne, nella mia fantasia procacciate da Botty medesimo). Chiedo venia. Chiedo perdono anche a Starnazza, che resta un fiero lavoratore, musone e razzista e niente più. Chiedo perdono ai Maiali, innocuo gruppo di perditempo. E, fatevene una ragione, Blondie K. non esiste.

Ma bando alle chiacchiere, ecco a voi la vera intervista a Botty.

Pensi che le donne svedesi siano il giusto premio per il tuo lavoro in terra straniera?

Beh, naturalmente ci sono vari modi di intendere una ricompensa… Alcuni (avidi, a mio dire) potrebbero ritenere giusto, alla lunga, anche un emolumento in denaro, ma, per quanto mi riguarda, direi che decisamente questo e` uno dei migliori…

Hai mai sospettato la vera identità del tuo amico kotekino?

Il mio amico Kotekino… dipende di quale identita` si parli… sospetto egli conduca una multipla vita, in realta`… Tuttavia, non sono sicuro di essere a conoscenza di tutte le sfaccettature della sua schizofrenica esistenza… (e, onestamente, penso di preferire cosi`!)

Qual è il tuo stato d’animo quando vieni a conoscenza di un tradimento?

Di che tipo di tradimento parliamo? Tanti tipi di rappporti presuppongono una dose di fiducia, che puo` essere tradita… e ad ogni tradimento, il sentimento puo` essere diverso… Di che si parla?

Si parla di un tradimento della fiducia. Quando dai in mano le chiavi della tua fiducia a qualcuno che credi degno di tale fiducia, e scopri che lui ne fa un uso strumentale

Onestamente, pensandoci, non saprei come reagirei… e` una cosa che, grazie al cielo, non mi e` mai successa… ho avuto piccoli screzi, a volte, anche se non completi e totali tradimenti della fiducia e, sicuramente, qualcosa e` cambiato, ma se dovessi scoprire qualcosa del genere da parte di qualcuno… non lo so… lo scopriro` sul momento, penso… e anche lui/lei…

Sei contento del tuo lavoro attuale o hai in mente di espandere il tuo punto di vista?

Mah… diciamo che il mio lavoro attuale mi soddisfa molto piu` di un tempo… sicuramente c’e sempre possibilita` di migliorare e di allargare i propri orizzonti… Poi, c’e` sempre bisogno di cercare qualcosa di nuovo… La noia e` sempre li` dietro l’angolo… E` necessario cercare qualcosa che mantenga una scintilla di interesse, almeno a covare sotto la cenere… anche in momenti in cui puo` non andare tutto per il meglio…

Ritieni che la congiuntura economica abbia un ruolo negativo per il tuo lavoro?

Su quale lavoro la congiuntura economica non ha un impatto negativo? Ahime`, il mercato e` quello che e`, i soldi che girano, in qualche modo sono diminuiti… tutti pretendono che si faccia di piu` per meno… Certo, per certi aspetti puo` aggiungere un che di ‘perversamente’ interessante, ma principalmente, posso dire che, purtroppo, anche il mo lavoro, ne risente…

Cosa pensi di Cristina Del Basso?

Ehm… Chi e`?

La tettona del grande fratello (googlala se hai dubbi)

Se vogliamo tenerle vere, direi che la 6 resta quella… (googlato… 2 gran begli argomenti di discussione…)

Cosa pensi di una giovane donna che per farsi pubblicità mostra le sue forme da maggiorata in un reality show?

Onestamente, ognuna e` libera di fare quello che le pare… Non e` per fare il vecchio lamentoso, ma ormai si e` visto un tale decadimento dei costumi che mi aspetto qualsiasi cosa… Della televisione, poi…  Comunque, la risposta vera e profonda, che mi sgorga piu` autenticamente dal cuore e` ‘macchissenefrega’!

Immagina questa scena. Sei un giovane ufficiale tedesco, anno 1944. Sei stato arruolato con la forza, non hai nessuna vocazione nazista e, anzi!, detesti con tutte le tue forze quello che sta succedendo al tuo paese. Ti ritrovi nel bunker di Berlino con un dispaccio dal fronte da consegnare direttamente al Fuhrer da parte di Goering. Sei autorizzato ad entrare nella camera sotterranea del Nostro: hai con te solo la tua Luger. Fuori non vola una mosca, ti si para dinnanzi Adolf fortunatamente non in compagnia del cane. Alle tue spalle odi rumori concitati e realizzi che il bunker viene evacuato: siete soli tu e lui e la tua luger. Cosa fai? (hahahahahah, questa però andrebbe pubblicata nel backstage dell’intervista)

Diamine! Tu si` che sai come rendere un’intervista interessante… Beh, diciamo che, essendo io di parte avversa, l’occasione e` estremamente ghiotta… D’altro canto io sono sempre stato anche un professionista serio… C’e` da dire che, a quanto pare, in quel caso, la mia azienda sta per chiudere i battenti… Dunque, probabilmente consegnerei il dispaccio, ma mentre il Fuhrer lo legge, la mia Luger sparera` il suo ultimo colpo e consegnera` definitivamente alla storia uno dei piu` unti ciuffi di capelli neri che si siano mai visti sul globo terrestre… e dopo che sia quel che sia! (mi piacerebbe suggerire una visualizzazione cinematografica di lui che legge e, alzando gli occhi trova la pistola davanti al suo sguardo e ha il tempo di capire cosa stia succedendo, mentre io lo guardo gelido… ma una cosa del genere si puo` fare solo nei film… Nella realta` se dovessi fare una cosa del genere, poco tempo per agire e poco spazio al bel gesto… Nel momento in cui lui china gli occhi sul dispaccio si estrae l’arma e si spara nel cranio, poche balle…)

Segue una chiacchierata tra amici che si conclude con Botty che dice “Se ne parla davanti ad una birra sicuramente!!! certo certo!” (altra frase stralciata).

Questo è tutto, credo di aver riabilitato l’immagine del Nostro e di essermi meritato, se non il perdono, almeno un pizzico di credibilità in più.

stuartweitzmanSe Stuart Weitzman ha deluso molte con la sua versione degli zoccoli a effetto peep toe in vernice rossa, è il caso che gli sia data occasione di riscattarsi. Il leit motiv rimane invariato: la nuance rossa è costante. Cambia invece il modello, assai più elegante nella concezione e nella realizzazione rispetto al goffo tentativo di innalzare uno zoccolo di legno ai fasti delle scarpe di cui innamorarsi. Queste, invece, hanno tutte le carte in regola per piacere. Tinta audace ma non sfacciatamente accesa, decor appariscente ma senza gratuità. Le aperture sulle dita e sul fianco del piede accompagnano la linea della calzatura e la rendono più leggera, giustificando anche la rosa più carica del dovuto sulla parte anteriore della scarpa.

Come i più informati di voi sapranno, nel ponte del 2 giugno il prode sottoscritto e il un po’ meno prode Botty sono andati a Sevilla a trovare “lo spagnolo”. Questo post, che mi aspetto venga integrato e corretto dai due figuri (vedetelo come un work in progress), ne narrerà gli eventi.

All'erta e pieni di brio

All'erta e pieni di brio

Innanzitutto le foto: qui c’è il Picasa con metà delle foto commentate, mentre qui e qui ci sono gli zipponi delle foto. Non prendeteli se non siete davvero interessati perché pago il server a seconda della banda usata e in totale sono 300 mega. Fate i bravi.

Qualche momento saliente del raduno:

  • Serir non ha mai abitato a Siviglia. In realtà è di Bra ed è venuto come noi per la prima volta in questa città. Questo spiega la sua indicazione per arrivare in città dall’aeroporto: “Scendete alla stazione. Quando vedete un edificio bianco enorme e scendono tutti, quella è la stazione”. Arriviamo a un edificio rosso mattone e non scende nessuno, ma potrebbe essere la stazione vista di lato. Non scendiamo, fidandoci delle sue indicazioni. Era la stazione.
  • C’è aglio dappertutto, zio cantante. Nella tapa di solomillo al whisky presa da Serir la prima sera (una tapa, quindi un assaggio) c’erano qualcosa come 5 o 6 spicchi d’aglio. Orrore! Beh, mi ci sono abituato, ma devo ancora digerire il gazpacho che ho preso come pranzo lunedì.
  • Gag della prima serata: cade un insetto sul braccio di Serir. “Ehi, che buffo insetto! Non ne ho mai visti di simili!” Il tassonomista che è in lui lo pone sul tavolo e lo osserva con attenzione mentre lo nutre con delle briciole. Arriva il cameriere che impallidisce e proclama che è un insetto africano velenoso, in grado di triplicare la dimensione del braccio se ivi ti punge. Fine dell’osservazione per il novello entomologo.
  • A Siviglia non esistono ristoranti, solo tapas, tapas, tapas. La birra la danno in bicchieri da circa 30 cl, ma costa 1 euro o poco più. Conseguenza: si beve un sacco di birra (o, altrettanto diffusa, la clara con blanca, birra con gassosa, nota anche come panaché) e si mangiano un sacco di cose buone diverse. Peccato per l’aglio.
  • I numerosi aneddoti di Botty sulla banda sono diventati “Il campo della banda”. “Al campo della banda una volta abbiamo conosciuto un mafioso”, eccetera. Niente pifferi nella passera, purtroppo.
  • Ah, sì. Oltre che mangiare, siamo anche stati in giro. Siviglia è una bella città. Peccato per l’aglio.

Aggiornamento Serirale:

  • I prodi Xx e Botty si sono dimostrati dei buoni camminatori, lamentandosi molto poco. Bravi.
  • La visione dei cavalli li ha lasciati abbastanza tranquilli, nessuna schiuma dalla bocca, nessuna scena isterica. Golosino sarà molto deluso.
  • La verdura non rientra nel loro règime (o regìme) alimentare. Xx ha fatto uno strappo alla regola mangiando una crocchetta agli spinaci (ma con formaggio, sia chiaro) ma di fronte agli spinaci in padella coi ceci ha alzato bandiera bianca, assumendo un’espressione di disgusto manco stesse vedendo Maurizio Costanzo in accoppiamento. Botty è ancora più integralista, ha lasciato tutti i peperoni grigliati che accompagnavano un piatto di solomillo al salmorejo. Kotekino ne sarà fiero.
  • La prima sera sono venuto a conoscenza di un segreto celato per anni, che la diretta interessata si è guardata bene dal riferire. Mi devo ancora riprendere dallo shock del secondo nome di qualcuna…
  • Tutto sommato abbiamo spettegolato poco, giusto un paio di lavapannate sul nome della futura prole di Kotekino, su quel secondo nome (oh mio Dio), sulla somiglianza di Golosino con non so quale attore di non so quale film di non so quale anno.
  • Botty ama le minorenni.
  • Xx ama i negozi di souvenir da turisti e applaudire quando atterra un aereo.
  • Entrambi sono incapaci di scendere alla fermata corretta dell’autobus, facendo inutile retorica su di un microdettaglio sbagliato o meglio, non del tutto esatto.
  • Colombo incontrò i re magi.

Aggiornamento Bottyco:

  • A Sevilla fa caldo. Molto caldo. Ma un caldo strano. Una sera c’erano 32 gradi e sembrava quasi freddo
  • C’e` almeno una prova che i cavalli non mi hanno lasciato indifferente. Si veda il picasa a riguardo…
  • Girare con Luca munito di macchina fotografica e` splendido. Basta dire “guarda che forte…” e lui scatta!
  • I musei di Sevilla sono bufi. Hanno un sacco di opere bufe di autori semisconosciuti e poi confinano El Greco in un angoletto
  • Abbiamo piu` volte pensato che avere Chicca sarebbe stato fondamentale, tipo per spiegarci quello che vedevamo in cattedrale
  • Abbiamo piu` volte pensato che avere Chicca sarebbe stato pericolosissimo, tipo quando abbiamo notato quanti negozi di scarpe ci siano a Sevilla
  • Luca inizia a manifestare un principio di Alzheimer. Ci ha messo 2 giorni per ricordarsi la clara con blanca e 3 giorni per ricordarsi che c’era la festa del Rocio
  • La signorina nella foto e` ampiamente maggiorenne. Diamine!
  • I Sevillani prendono la vita con calma. Molta calma. Un posto dove sono previste anche due sieste al giorno e` in cima alla mia personale classifica dei posti civili
  • Serir si e` integrato e ha bisogno di una siestina dopo il lavoro. Anche se alla sera prima ha pianificato di raggiungere i suoi due compari italiani, verso le 5 avvisera` che non ce la fa e deve siestare
  • Sono stati dei bei giorni (questo non l’aveva detto nessuno, mi premeva sottolinearlo)
  • Ci sarebbero voluti anche gli altri maialini!!

Genova, Maggio 2009. “Spero solo che non sia troppo doloroso…” sono le uniche parole che rimbalzano nella mia coscienza mentre attendo rassegnato che la fine si avvicini. Abbandonata ogni speranza di farla franca, non mi sono neanche preoccupato di far perdere le tracce al mio inseguitore. Don Paolino mi troverà ovunque, fuggire sarebbe inutile e poco dignitoso. Non mi resta che attendere e condividere con i pochi amici rimasti i dettagli del pasticcio in cui mi sono cacciato…

Antefatto. Nel novembre dell’anno passato, fermamente deciso a dare una svolta alla mia carriera, presi con entusiasmo e sfrontatezza l’ardua decisione di intraprendere la rischiosa strada del giornalismo di inchiesta. Basta noiose interviste patinate con le celebrità del web, basta chiacchiere inutili sulla finanza, l’alta cucina, le mode giovani o le clamorose storie di provincia. Volevo dare un senso al mio lavoro, volevo che il mio nome avesse la possibilità di rimanere per sempre sui libri di storia.

Fermamente convinto a dare ascolto al mio ipertrofico ego germogliato in quei frenetici giorni, mi prodigai in febbrili ricerche di qualche possibile intrigo che avesse il disperato bisogno del mio fervido ingegno perché ne venissero svelati i clamorosi retroscena. L’occasione non tardò a manifestarsi poche settimane dopo l’inizio delle mie indagini sotto forma di immenso colpo di fortuna: avevo appena assistito ad una splendida esibizione della Filarmonica Sestrese al teatro Verdi di Sestri Ponente quando, diretto verso i camerini degli orchestrali alla ricerca del noto blogger Botty, amico di una vita e stimato percussionista, indugiai davanti alla sua porta appena socchiusa e da dove uscivano urla concitate: “una testa di cavallo nel letto sarebbe farti un piacere…” – urlava furioso Botty – “la mia Luger sparerà il suo ultimo colpo e consegnerà definitivamente alla storia uno dei più unti ciuffi di capelli neri che si siano mai visti sul globo terrestre…” sbottò infine, gettando il telefono contro lo specchio del camerino e mandandolo in frantumi. Dopo un lungo attimo di imbarazzo reciproco, colui che credevo essere semplicemente un distinto e placido amico mi prende per un braccio e, con fare affabile ma al tempo stesso deciso, mi bisbiglia “sono paziente… lo sai… ma non mi devono provocare… dai, se ne parla davanti a una birra…”. Non dimenticherò mai quella chiacchierata che feci con lui, nel backstage di un lussuoso bar di Genova; in pratica, evidentemente compromessa la sua copertura ai miei occhi, in un lungo monologo interrotto da radi ed esterrefatti gemiti del sottoscritto, egli mi rivelò la vera natura delle sue attività intraprese negli ultimi anni, confidando nel silenzio di un vecchio amico o forse prendendo in seria considerazione il motto “O con me o contro di me”. In pratica appresi sgomento che Paolo Bottaro, Botty per gli amici dei blogs, non è il brillante impiegato che, all’umile soldo di una multinazionale tedesca, patisce lunghi e faticosi viaggi in Svezia tra mille slides in Power Point e qualche riunione multiculturale: egli è Don Paolino ‘Botty’ Bottaro, il capo di una potentissima e gigantesca cosca mafiosa Genovese di nuova formazione, invischiata in un colossale giro di prostituzione ed avente come insospettabile base logistica Stoccolma. Ma ciò che mi sconvolse, ancor più della ‘confessione’, fu la sua successiva proposta di affiliarmi alla suddetta cosca e offrire a lui i miei servigi in cambio di un vitalizio in natura da parte delle migliori fanciulle della sua scuderia (“beh, naturalmente ci sono vari modi di intendere una ricompensa… alcuni (avidi, a mio dire) potrebbero ritenere giusto alla lunga, anche un emolumento in denaro, ma, per quanto mi riguarda, direi che decisamente questo è uno dei migliori.. ” le sue testuali parole).

Lo scoop. A quel punto intravidi avidamente lo scoop della mia vita e, superato lo choc iniziale, cercai di razionalizzare quanto accaduto decidendo di prendere tempo, prima di dargli una risposta. Nel frattempo contattai un collega e amico giornalista americano, in stretto contatto con l’attuale direzione del periodico Vanity Fair, per proporgli di presentarmi alla rivista come un giornalista italiano, che non ha paura di mettersi contro la Mafia italiana, in possesso di un sensazionale pezzo di denuncia… La risposta di Vanity Fair (in cerca di rilanciare la propria immagine di testata coraggiosa e autorevole conquistata col celebre articolo di denuncia sull’industria del tabacco, dal tiolo “The Man Who Knew Too Much”, che la giornalista Marie Brenner pubblicò nel lontano 1996) non tardò ad arrivare e, spiegato loro il succo della vicenda, mi proposero di pubblicare il mio reportage, a patto che fosse suffragato da prove schiaccianti.

La copertura. Dicembre. Purtroppo ero in possesso di indizi a dir poco fumosi (una chiacchierata in assenza di testimoni), così decisi che l’unico modo per procurarmi le richieste prove schiaccianti dell’immenso traffico illecito del Bottaro fosse quello estremo di entrare a farne parte e accettare la sua proposta indecente. Dopo un breve periodo di apprendistato in cui dimostrai non poche difficoltà nell’apprendere l’arte criminosa (“Ma Paolo, come diavolo faccio a freddarlo se lui mi guarda?!?” Risposta di Don Paolino “nel momento in cui lui china gli occhi si estrae l’arma e si spara nel cranio, poche balle…”) fui introdotto nella Famiglia e divenni finalmente operativo.

I Maiali. Gennaio. Ovviamente la mia inesperienza sul campo rendeva impossibile che io potessi occuparmi dei lavori di maggior responsabilità, tuttavia godendo di un certo credito presso la Famiglia, e questo chiaramente grazie all’amicizia personale con Don Paolino, mi vidi affidare il compito di comandare il gruppo di affiliati noto col nome de “I Maiali”. In quanto capo dei Maiali, il mio soprannome era “Il Salumiere”: ai miei ordini agivano il possente Grizzly (noto per la caratteristica di voler avere sempre ragione, ed in effetti non esiste essere senziente ancora vivo in disaccordo con le sue opinioni), l’astuto Pinguino (gran maestro della comunicazione, in grado di stordire il nemico di turno con un turbinìo di aneddoti inconcludenti, poco prima della sua esecuzione), l’affascinante e provocante Blondie K. (“onestamente, ognuna è libera di fare quello che le pare… non è per fare il vecchio lamentoso, ma ormai si è visto un tale decadimento dei costumi che mi aspetto qualsiasi cosa… comunque, la risposta vera e profonda, che mi sgorga più autenticamente dal cuore è ‘macchissenefrega’!” così Don Paolino sbottò una volta a proposito della di lei sadica abitudine di gratificare la futura vittima con il tradizionale spogliarello con tacco a spillo e, a seguire, revolverata in fronte) e l’eclettico Spagnolo (ex cuoco romano che si è fatto le ossa nella malavita valenciana, celebre per la sua carbonara e talvolta chiamato anche Il Chimico, in omaggio al leggendario Alì con cui condivide la passione per gli eccidi). Ai Maiali venivano affidate le mansioni più “sporche” (da cui il nome) e, nel giro di breve tempo, sotto la mia guida seppero distinguersi sia per l’efficienza nelle azioni sia, ahimè!, per la loro efferatezza. Va detto che io personalmente non mi macchiai mai le mani di alcun delitto di sangue, ma di certo non mancai di spronare i miei quattro compari a farlo così da potermi guadagnare fiducia presso la Famiglia.

Le prove. Febbraio. La mia credibilità sempre crescente mi permise, quindi, di raccogliere le prove a suffragio delle mie future accuse. Ormai ero talmente introdotto che non ebbi alcuna difficoltà a disseminare cimici in ogni apparecchio telefonico del quartier generale di Stoccolma, setacciare archivi compromettenti, collezionare files e documenti e fotografare le sequenze più cruente delle violente azioni condotte dalla Famiglia.

(nella foto, Botty mentre esegue il barbaro rituale di uccisione dei traditori. Kotekino: “Paolo, cosa dovrei fare se qualcuno dei miei mi tradisse?” Don Paolino: “…lo cucineresti e lo mangeresti, o lo appenderesti come trofeo in sala e diresti che l’hai ucciso tu…”)

Da una teleconferenza intercettata in cui partecipano il Botty, l’oscuro Consigliori (che scoprirò essere niente meno che Oreste Starnazza) e diversi vice-capi:

Don Starnazza: “Orco boia, cosa possiamo fare per incrementare i guadagni?”

Don Paolino: “Ahimè, il mercato è quello che è, i soldi che girano, in qualche modo sono diminuiti…”

Don Carmelo: “Potremmo irrompere armati a Palazzo Chigi e convincere il suo inutile inquilino che una riforma della legge Merlin sia oggi una priorità del paese. Potrebbe forse non essere d’accordo sulle prime ma…”

Don Paolino: “…alzando bene gli occhi troverebbe la pistola davanti al suo sguardo e avrebbe il tempo di capire cosa stia succedendo, mentre io lo guardo gelido…”

Don Pasquale: “… e gli detti l’ordine della sua agenda!”

Starnazza: “Ma questo è un colpo di genio, dio bono!”

Don Paolino: “che cos’è il genio? E’ fantasia, intuizione, decisione e rapidità di esecuzione!”

Tradimento. Marzo. Ormai avevo raccolto prove a sufficienza, dovevo trovare il modo di emanciparmi dalla famiglia senza troppo dare nell’occhio, tanto più che la mia copertura cominciava a fare acqua da tutte le parti. Ormai non potevo più reggere ancora per molto tempo. Ecco l’intercettazione di una telefonata con il Consigliori Oreste Starnazza, dove emerge tutta l’amarezza di Botty. Starnazza: “Orco boia, Paolì, ora hai anche dubbi sulla sua identità?” Don Paolino: “il mio amico Kotekino… dipende di quale identità si parli… sospetto egli conduca una multipla vita, in realtà… tuttavia, non sono sicuro di essere a conoscenza di tutte le sfaccettature della sua schizofrenica esistenza… (e, onestamente, penso di preferire così!)”. Starnazza: “Sospetti tradimento?” Don Paolino: “ho avuto piccoli screzi, a volte, anche se non completi e totali tradimenti della fiducia e, sicuramente, qualcosa è cambiato… d’altro canto io sono sempre stato anche un professionista serio… ma se dovessi scoprire qualcosa del genere…”. Udendo questa telefonata, fui letteralmente preso dal panico e, incurante di ogni cautela che mi avrebbe dovuto imporre un’uscita di scena più sommessa, mi diedi alla fuga senza avere nemmeno il coraggio di ascoltare le sue ultime parole che, è facile immaginarlo, avrebbero potuto essere “lo freddo sul colpo!” o qualcosa del genere.

Oggi. Il resto è storia recente: latito da due mesi, il pezzo su Vanity Fair è uscito riscuotendo anche un discreto successo, Don Paolino ha invaso tutti i mezzi di comunicazione lanciando accuse di diffamazione sul sottoscritto e sostenendo che tutte le prove da me raccolte erano false, che tutte le frasi da me riportate e documentate sono state stralciate dal contesto modificandone radicalmente il senso, che lui è solo un onesto professionista con l’hobby della musica e che i Maiali sono solo un innocuo gruppo di blogger che amano forse essere un po’ paradossali ma che sarebbero incapaci di fare del male ad una mosca. Starnazza, l’addetto al ritrovamento dei testimoni, ancora tace, ma so già che mi sta cercando furiosamente brandendo un tondino di ferro e… “No!” gemo “No, ti prego io… io… non vole

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